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“Gli gnostici dovrebbero praticare la meditazione
per lo meno quatto o sei ore al giorno;
praticare la mattina,
il pomeriggio e quasi tutta la notte,
fino all’alba...
Dovrebbero fare così per tutta la vita
e coloro che procederanno così,
vivranno una vita profonda
e si autorealizzeranno.
Non facendolo,
condurranno una vita superficiale,
vana, una vita piatta,
come uno stagno poco profondo.”
Samael Aun Weor
Importanza di una base etica
Purifica prima la tua mente ed il tuo cuore mediante la pratica
di una condotta retta e poi dedicati alla pratica della concentrazione.
La concentrazione senza purezza di mente e di cuore non ha effetto.
Alcuni studenti sciocchi ed impazienti optano per la concentrazione
immediata, senza sottoporsi in alcun modo ad un allenamento etico
preliminare. Questo è un vero errore.
Alcuni occultisti hanno concentrazione, ma non hanno un buon carattere.
Questa è la ragione per cui non riescono a conseguire alcun
progresso nel sentiero spirituale.
L’auto-conoscenza dell’Essere
Ci sono due aspetti fondamentali, due fattori decisivi nei nostri
studi. Uno è il ricordo di sé e l’altro il rilassamento
del corpo. Ricordarsi di sé stesso, del proprio Essere interiore
profondo, e rilassarsi in profonda meditazione: è così
che viene a noi il nuovo, così poco a poco ci auto-esploriamo.
La concentrazione e il silenzio
Il silenzio è un fattore determinante nel lavoro della concentrazione.
La legge del silenzio è la base di ogni insegnamento iniziale,
poiché concede lo spazio vergine per una creazione interiore.
Lo gnosticismo universale insegna che se vogliamo raggiungere lo
sviluppo di qualcosa di reale nella nostra psiche, dobbiamo imparare
ad isolarci nella nostra intimità, attraverso il silenzio
interiore e con il risparmio di energie. Vigilate il Silenzio nel
silenzio della vostra mente, pregate il Padre vostro che sta in
segreto e troverete la pace della concentrazione.
Fare coscienza di ciò che sappiamo
Abbiamo bisogno di studiare la Gnosi profondamente. Per questo ci
sono i libri, le conferenze, ecc., ma non basta la semplice lettura
delle opere, bisogna andare più lontano fratelli...
Quando attraverso la meditazione cerchiamo di conoscere il senso
intimo di quello che abbiamo depositato nella memoria, allora tali
nozioni passano alla parte superiore del centro intellettuale e,
se cerchiamo di essere più coscienti dell’insegnamento,
alla fine succederà che la suddetta conoscenza sarà
definitivamente assorbita dal centro emozionale.
La concentrazione
“Quando forze o potenze diverse di ordine psichico o fisico
coincidono nello stesso punto di un dato spazio, le chiamiamo concentrazione”.
Se concentri i raggi del sole per mezzo di una lente, essi possono
bruciare un pezzo di cotone o di carta. Gli stessi raggi dispersi,
però, non possono farlo. Allo stesso modo, se raccogli i
raggi dispersi della tua mente e li canalizzi in un punto, otterrai
una meravigliosa concentrazione. La mente concentrata ti servirà
come un potente faro per scoprire i tesori dell’anima.
La resistenza come arma segreta dell’ego
La resistenza è la forza oppositrice. La resistenza è
l’arma segreta dell’ego.
La resistenza è la forza psichica dell’ego animale,
opposta alla presa di coscienza di tutti i nostri difetti psicologici.
Con la resistenza crescono i desideri e diminuiscono gli aneliti
di unità.
Analisi superlativa dell’io
Dai diversi eventi dell’esistenza possiamo estrarre il materiale
psichico necessario per risvegliare la coscienza. Per esempio, se
viviamo una scena d'ira, cercheremo di comprendere tutto ciò
che è avvenuto. Una volta arrivati a casa dobbiamo concentrarci
profondamente sul fatto accaduto e se approfondiamo i motivi che
ci hanno fatto agire in quel modo, scopriamo la nostra auto-importanza...
Così, analizzando ciascuno dei nostri difetti, li comprenderemo.
Il difetto che abbiamo compreso deve essere eliminato con l’aiuto
della Divina Madre Kundalini. E’ ovvio che dobbiamo supplicarla,
bisogna pregarla di eliminare il difetto previamente compreso.
Un arduo compito per il principiante
Per il neofita la pratica di concentrazione è inizialmente
stancante e scoraggiante. Deve aprire i nuovi strati della mente
e del cervello. Dopo alcuni mesi di pratica, però, svilupperà
un grande interesse per la concentrazione e godrà di un nuovo
tipo di felicità: la gioia della concentrazione o Ananda.
Il punto centrale della concentrazione è richiamare la mente
su uno stesso oggetto per varie volte, limitando all’inizio
i suoi movimenti ad una cerchia ristretta. Questo è l’obiettivo
principale. Così, arriverà il momento in cui la mente
si manterrà su un solo punto. La concentrazione si può
ottenere solo quando uno è libero da ogni distrazione.
Fasi della meditazione
Asana: è la posizione del corpo fisico.
Esistono diverse posizioni per l’esercizio della meditazione,
ad esempio la posizione della stella a cinque punte, la posizione
dell’uomo morto, la posizione del loto, quella del semiloto,
del siddhasana o posizione perfetta (che consiste nel chiudere in
un cerchio magnetico il pollice e l’indice, appoggiando il
dorso della mano sulle ginocchia), di vajrasana o posizione diamantina
(come si siedono gli incas ed i giapponesi, con le mani appoggiate
sulle cosce e con il tronco del corpo che riposa sui talloni), ecc.
L’importante, per qualsiasi Asana o posizione che si adotta,
è mantenere dritta la colonna vertebrale.
Pranayama: scienza o controllo della respirazione.
Il “prana” è la vita, prodotta dalla forza elettro-sessuale.
Il prana palpita in ciascun atomo e in ogni sole. Il prana è
l’aria vitale. Yama: “Che si riferisce alla perfezione
dell’etica”. Il Pranayama è l’arte d’imparare
a respirare.
Pratyara o Pratihara: astrazione dei sensi. Imparare
a sottrarre la mente ai sensi dando spazio alla coscienza. Senza
dubbio, una delle regole del Pratyara è arrivare all’invisibile
o all’astratto per mezzo del visibile o concreto. Ciò
significa che dobbiamo concentrare l’attenzione su un punto
noto alla mente sensoriale e rimanere così fino a conoscere
la natura duale dei pensieri e dei sentimenti, trascendendo poi
questa lotta degli opposti.
“La mente che è schiava dei sensi”, come dice
la Maestra Helena Petrovna Blavatsky, non raggiungerà mai
lo stato di Pratihara.
Dharana: al momento della separazione dalla mente
sensoriale sorge spontaneamente la concentrazione, cioè lo
stato di Dharana. Il Dharana non è il risultato di un accanito
desiderio. Il Dharana sorge dal fondo della coscienza come un intermediario
fra l’assoluto e il relativo.
Dyana o Dhiana: è Meditazione. In questo
stato la coscienza ha la capacità di conoscere qualunque
cosa.
Shamadi: uno stato profondo di Meditazione. In
tale stato la coscienza si dissolve come una goccia nel grande oceano
e partecipa della pluralità dell’Universo.
Samael Aun Weor
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